COME REALIZZO LE RIBAMBOLE 4: come le ridipingo?

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A questo punto, dopo aver recuperato una o più bambole , lavate e profumate e aver tolto quegli occhi , puoi finalmente divertirti a darle un nuovo volto.

Non ho chissà che cosa da insegnarti, posso solo raccontarti che cosa utilizzo e come faccio io, senza pretesa che questo sia l’unico modo per creare nuove bambole…anzi!Il mondo è pieno di altri modi e strumenti da usare che io stessa sto ancora esplorando.

Il consiglio che posso darti è leggere questo post, trovare qualche ispirazione e partire con un tuo modo di lavorare.

Quindi, andiamo con ordine, partendo dai materiali.

Colori e pennelli

Per quanto riguarda i colori ho sin dall’ inizio utilizzato i colori acrilici: asciugano in fretta ed essendo resistenti all’ acqua, una pennellata può sovrapporsi all’ altra senza che il colore sottostante si sciolga e “rovini” il precedente.  Ciò significa che se da un lato è molto difficile creare delle sfumature, soprattutto su superfici piccolissime, è anche facile coprire eventuali sbavature sovrapponendo colore su colore. Sulla marca dei colori c’è un mondo da scoprire. Avendone una buona scorta già in casa, non ho ancora acquistato colori nuovi ma ho testato ciò di cui già disponevo. Si tratta di colori acrilici professionali, che avevo per realizzare illustrazioni sulla carta, per cui non economici ma nemmeno eccessivamente costosi.

Come tutti gli strumenti, vanno un po’ conosciuti: se non hai mai usato i colori acrilici ti consiglio di provarli prima sulla carta, ma anche su altre superfici: uno dei loro pregi è che hanno una buona presa ovunque.

Ai colori “ a pennello” affianco poi qualche pastello in polvere (anche qui si tratta di colori professionali) che mi consente di realizzare qualche sfumatura soprattutto nella realizzazione degli occhi e delle guance.

I pennelli, come immaginerai, sono i più piccoli che si possono trovare: punta rotonda, pelo morbido, misura 00, 0 e 1.

Considera che comunque sarà la tua mano ad utilizzarli, con la sua presa più o meno delicata, tremolante o decisa, veloce o lenta…che chiama quindi un pennello ideale che sta a te scovare provando e riprovandone di diverso tipo. L’unico consiglio che mi sento di darti è investire tempo, per provare, piuttosto che soldi, per acquistare pennelli e stra-costosi: gran parte dei pennelli che uso erano un 3,4 , 7 o più a cui ho tagliato i peli in eccesso!

Altro unico materiale che può risultare utile è una vernice, da stendere sul colore. Questa garantisce una maggiore resistenza all’ acqua, perché si sa che una bambola, almeno una volta nella vita, merita un bel bagno o una nuotata in piscina! Ricorda comunque che la resistenza, purtroppo, non potrà mai essere quella delle vernici industriali con cui la bambola è stata originariamente realizzata. Se questo è un peccato, può però anche significare che ad un certo punto della sua vita, a questa bambola andrà regalato un faccino nuovo ancora una volta! Per la vernice ho fatto, anche qui, alcuni tentativi e ad oggi, la migliore soluzione è una vernice opaca pensata proprio per i colori acrilici.

La tecnica

Se ami dipingere cose piccolissime, e soprattutto volti (come il mio caso), allora questa è la tua attività creativa per eccellenza!

Ora ti illustrerò le fasi che seguo io per realizzare una Ribambola, ma ti ripeto: sperimenta e trova un tuo modo per realizzare le tue bambole!

  1. Fai qualche esercizio su carta, soprattutto per gli occhi: prendi spunto da qualche foto e copia un po’ di occhi, studiane la struttura, i colori. Parti da un grande formato (più o meno quello reale) per poi ridurli sempre di più, sino alla grandezza che andrà poi realizzata sulla bambola; esercitati a realizzarli in coppia: gli occhi sono due!

  2. Gli occhi: io realizzo prima un leggerissimo schizzo a matita delle dimensioni, soprattutto per controllare che vengano della stessa grandezza e ben posizionati. Procedo poi con il dipingere l’intera superficie totalmente di bianco, quindi sopra realizzo l’ iride colorata, talvolta usando anche un pastello per realizzare qualche sfumatura, la pupilla, le palpebre (studiando un colore simile a quello della pelle della bambola) e quindi aggiungo uno o due puntini bianchi per renderli “vivi”.

  3. Le sopracciglia sono fondamentali per dare espressione a volto: la loro inclinazione decide se la tua bambola è felice, triste, preoccupata, malinconica, tranquilla, pensierosa, arrabbiata… Per questo motivo, qui spesso faccio e disfo: dopo una leggerissima traccia a matita, realizzo le sopracciglia con piccolissimi segni di pennello. Lascio la bambola per qualche ora e poi torno a guardarla, e decido se lasciare o rifare daccapo.

  4. Le labbra: sono abbastanza semplici da realizzare e puoi decidere se sfruttare la fessura tra labbro superiore e labbro inferiore, dipingendo qualche dentino.

  5. I “segni particolari”: intendo guance e lentiggini. Con i pasetlli utilizzo una quantità piccolissima di polvere che con il dito distribuisco sulle guance, dando così più morbidezza al volto. Talvolta aggiungo anche alcune, o molte, lentiggini. Inizialmente non riuscivo ad uscirne, per cui spargevo lentiggini su ogni Ribambola…ma poi mi sono guardata intorno, e le bambine vere non hanno sempre le lentiggini! Anzi! Ma quanto abbiamo, nella mente, un’immagine di bambola dai capelli rossi, magari raccolti in due trecce e rispettive lentiggini?!

Infine, realizzato tutto questo, stendo un delicatissimo velo di vernice. Sulle labbra stendo anche un secondo strato: essendo la parte più sporgente del volto, ho notato che spesso si rovinano prima del resto. Poi, faccio una prova di resistenza, immergendo la bambola in acqua e sapone per 15/20 minuti, per controllare che il tutto rimanga.

Consigli

Sono convinta che questa sia la fase più bella, per cui divertiti! Ed è la fase in cui io faccio e disfo di più: quando ridipingo una nuova Ribambola  non è detto che mi convinca subito, spesso ho dipinto bambole fin all’ ultimo dettaglio per poi, magari qualche giorno dopo, sentire che quello non era il suo faccino: il colore degli occhi, la forma delle labbra…qualcosa andava cambiato, per cui riprendo l’acetone, cancello tutto e riparto. Talvolta è il faccino sbagliato, talvolta ci sono errori tecnici che non sopporto di lasciare (questo accade molto spesso), in ogni caso mi lascio il tempo di capire, o meglio, sentire, se sono riuscita a dare un’anima a quel pezzo di plastica da recuperare. Per cui il mio secondo consiglio è questo: datti tempo!

Colleziona facce! Quando ho iniziato a realizzare le Ribambole, dopo qualche tentativo lasciato al caso, ho attinto da un mio archivio di ispirazioni: ho una cartellina in cui conservo foto e ritagli di volti, alcuni conosciuti, altri no, e poi mi sono creata questa cosa qui su pinterest, che alimento costantemente di nuovi spunti. La cosa difficile è scovare volti non troppo ritoccati (che nel web e nelle riviste abbondano!) ma cercare facce di piccole persone reali! In questo caso, ben vengano foto di bimbe e bimbi veri che conoscete!

come realizzo le Ribambole 1: dove le trovo?

Apro con questo post una sezione dedicata al come realizzo le mie RibamboleCiò che faccio è il frutto di esperimenti, nati dal mio ingegno o dalla traduzione, sempre un po’ approssimativa, di tutorial e/o guide in lingua soprattutto inglese che ho trovato e trovo nel web.

In questo post vi racconto come e dove trovo le bambole da ridipingere.

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Quando ho scoperto nel web questa tecnica volevo immediatamente provare a ridipingere una bambola: subito! Ma nei miei armadi abitano solo poche Barbie, sopravvissute ad anni di giochi e che il mio affetto per loro non mi avrebbe MAI permesso di cancellare. Inoltre questa tipologia di bambole ( ovvero le Bratz prodotte dalla MGA), hanno un viso più largo che capirete, è molto più facile da ridipingere rispetto al piccolo viso di una Barbie!

Prima di darmi alla ricerca ho cercato di capire quanto queste Bratz siano state diffuse: come detto sopra, anagraficamente appartengo a quella comunità che ha giocato con le Barbie prima che avessero delle concorrenti (se non la povera Tanya certo ma insomma, non c’era paragone con quella sua plastica vuota…). Ho chiesto a ragazze più giovani, ho spulciato un po’ nel web e ho capito che la diffusione c’è stata, anzi, ho scoperto che queste Bratz hanno venduto più delle Barbie! Per cui, a rigor di logica, ho pensato, i mercatini dell’usato dovrebbero traboccare di queste bambole! Mi sono quindi data alla ricerca, ma devo dire, sono rimasta delusa. Ne ho trovate poche, spesso ad un costo eccessivo per l’uso che intendevo farne.

L’idea che mi son fatta è che i mercatini dell’usato italiani non assomigliano a quelli di altri paesi. Nei mercatini italiani non troverai mai qualcosa di rotto, usato sì, ma in buone, buonissime condizioni e quindi ad un prezzo certo conveniente ma non stracciato. A me non interessano abiti e scarpe, graffi e capelli tagliati non costituiscono un problema per cui non ho ancora trovato molte bambole nei mercatini fisici.  Ho anche pensato che trattandosi di una bambola più recente rispetto alla Barbie, dovrà forse ancora approdare in massa nei mercatini dell’usato: bisognerà aspettare che le attuali 25enni escano di casa o comunque decidano che è venuto il momento di liberarsene? Chissà!

Nel frattempo ho esplorato il web, abbandonando almeno per il momento quel bel passatempo che amo, ovvero esplorare i mercatini dell’usato e darmi una scusa plausibile per acquistare cose vecchie e inutili.

Piattaforme di vendita/acquisto italiane e internazionali mi hanno decisamente risolto il problema, anche qui vale un po’ lo stesso discorso: i venditori italiani mettono in vendita solo pezzi in buono/buonissimo stato per cui il prezzo aumenta. Nei paesi anglosassoni la cosa cambia: sempre più spesso (e credo proprio per il diffondersi del restyling che hanno alla base proprio le Bratz), si trovano singole o lotti di bambole nude, senza scarpe, anche molto rovinate, per pochi centesimi l’una. Certo si presenta il costo della spedizione ma a conti fatti, le bambole vengono a costare poco, considerando anche le spese di spedizione incluse. Non solo: così facendo non ci si ritrova, come la sottoscritta, un cassetto stracolmo di vestitini succinti, scarpette e stivali da drag queen!

Ho anche scoperto un’altra tipologia di bambole, sempre prodotte dalla MGA, ovvero le Moxie Girlz, una versione delle prime forse più aggraziata, decisamente più proporzionata e che si presta molto bene al lavoro di restyling. In Italia, di questa tipologia, non ne ho mai trovate: ho notato che anche nuove, sugli scaffali dei grandi ipermercati e/o catene di giocattoli sono rare da trovare. Sul web, e soprattutto da venditori del Regno Unito, se ne trovano invece molte di usate, leggermente più costose delle Bratz ma sempre ad un costo ragionevole.

Queste due tipologie di bambola non hanno piedi, o meglio, i piedi sono le scarpe, per cui il restyling prevede anche un lavoro di creazione delle calzature che possono essere fisse o sfilabili: di questo vi parlerò in un post dedicato.

Per finire, esiste una terza tipologia di bambola che mi sembra prestarsi bene a questo lavoro: ne ho trovate un paio nei mercatini fisici ma non so come si chiamino! Sono della Mattel, hanno un viso abbastanza carino, nulla di originale comunque. La loro particolarità è che hanno i piedi appiattiti, per cui si prestano bene per vestire delle scarpe tipo ballerine o ciabattine, cosa un po’ difficile invece per le Bratz e le Moxie Girlz.

Per cui se stai cercando una bratz da ridipingere ti consiglio di cercare direttamente sul web (in particolare su ebay, magari partecipando a qualche asta indetta da un venditore del Regno Unito).

Se invece, appartieni a quella generazione che con le Bratz ha giocato, e ne ha collezionate tante, tantissime e le tieni lì, in quello scatolone e ne sei affezionata ma poi neanche tanto, anzi, quasi quasi vorresti liberartene in modo creativo, mettiti al lavoro! Qui e qui trovi gli step successivi.

Se invece, l’introduzione è questa ma la parte creativa non ti interessa contattami, potrei essere interessata ad una tua offerta di vendita!

p.s. Per essere chiari: non ho alcun tipo di contatto/accordo o altro con MGA o qualsiasi altra ditta che produce le bambole che utilizzo per la mia attività.